Abbiamo partecipato, come è consuetudine, al ricordo della strage di Sant’Agata del 21 gennaio del 1944.
E’ per noi un dovere civile e morale.
Non si può dimenticare tanta atrocità su persone inermi e innocenti, bambini, donne e anziani. I brandelli di mura, teatro di tanta ferocia, sono ancora una testimonianza dell’accanimento barbaro, disumano e violento dell’Eccidio Nazista.
Il Cippo con i nomi delle vittime civili, innocue e inconsapevoli, è contornato da tre alberi di ulivo, come monito al non ripetersi di tanta ferocia e come volle Nicoletta Di Luzio, unica bambina superstite. Purtroppo la realtà che viviamo è molto triste e preoccupante. Troppi innocenti sono vittime di guerre e interessi disumani. È importante ricordare, ma è altrettanto fondamentale coltivare una cultura dei dirittii civili e umani nelle nuove generazioni.
Speriamo che cresca la consapevolezza che bisogna dare il proprio contributo e non utilizzare il sacrificio e l’eroismo dei nostri padri per nostri fini egoistici.
Gennaio 22, 2026